Valencia, 19 luglio 2012

Mercoledì 18, ore 16.00
Siamo arrivati a Valencia!! Gli strumenti sono già al Palau de la música, dove fra qualche ora faremo la prova generale. Poi cena, tisana e a nanna, in gran forma per domani!
Giovedì 19, ore 15.00
Ultimo check agli strumenti, una respiro lungo e siamo via! Tutto è pronto per la nostra esibizione, che sarà anche in diretta web sul sito del Certamen (www.cibm-valencia.com).
Ormai quel che è fatto è fatto, cerchiamo di divertirci e di dare del nostro meglio. Che Juana de Arco sia con noi!
Giovedì 19, ore 18.00
Siamo fuori dalla sala, aspettiamo la premiazione!
Giovedì 19, ore 23.00
3 classificati!!!!
…non abbiamo parole ora! Presto torneremo con dettagli e commenti!
Dobbiamo proprio scrivere qualcosa?
Però noi siamo senza parole; le emozioni, le lacrime, la gioia, le urla e i festeggiamenti ci hanno lasciati davvero senza fiato. Forse dobbiamo ancora capire bene cosa ci è successo in questa settimana, catapultati a Valencia e cacciati là dentro, dove prima di iniziare non volava una mosca, ma ancora prima di finire volavano applausi.
E se anche solo essere lì voleva dire vincere, come ci hanno detto in tanti… e se l’obiettivo era arrivare a pochi punti dai penultimi… e se non arrivare ultimi sarebbe stato un successo memorabile… beh, questo terzo posto ha qualcosa di eccezionale, di incredibile. Ha dentro la forza di un paesino di 350 abitanti, che sfida se stesso, che sfida gli invidiosi, gli increduli e le malelingue e si presenta umile in una città con 900 000 abitanti e 25 bande, in una provincia che di bande ne conta 400, e che bande! Bande che provano 5 giorni alla settimana, bande con più 130 elementi. Ha dentro la forza di 51 musicisti straordinari, che hanno tecnica, suono, espressività, intonazione, ma soprattutto cuore. Che si portano a casa un risultato storico, scolpito nel marmo della Musik Haus e del Palau, un “bronzo che luccica d’oro”.
Un’esperienza unica che non dimenticheremo.
A partire dai 6 mesi di prove che hanno preceduto l’esibizione, costellati di tanti dubbi, tensioni e incertezze: “avremo fatto bene?”, “questo è chiaramente oltre le nostre potenzialità…”, “faremo sfigurare la Valle d’Aosta e l’Italia”, “sto Ferrer Ferran non ci va proprio giù!”. Ma sostenuti da tanti amici che ci hanno dato coraggio, da grandi maestri che ci sono venuti a dirigere e aiutare, e dal più grande di tutti, il nostro, indispensabile, che da sempre ha voluto portarci lì e ha creduto in questa esperienza fin dall’inizio, e che ci ha trascinati con un entusiasmo che solo lui sa dare!
A proseguire con le ultime prove a Issime e in terra spagnola, quando si assestavano finalmente i brani. Con il viaggio in pullman, con il nostro nome « Musikkapelle “la Lira” de Issime (Italia) » stampato sui giornali locali e affisso a caratteri cubitali sulle pareti del Palau. Con mezzo bicchiere di sangria la sera prima per alleviare la tensione. Con quell’ora di riscaldamento, intonazione, attesa, terrore, trepidazione, adrenalina, 5 minuti, è ora!
A continuare con quei corridoi bianchi e interminabili, con le scale, in fila, in silenzio, incoraggiati dal grande Elio, che non è solo un ottimo vivandiere, ma che ci ha trasmesso carica e energia nel momento più difficile e opportuno.
A culminare con l’esibizione sul palco del “tempio della musica”, il Palau de la Música di Valencia, incoraggiati dagli applausi calorosi del pubblico valenciano e soprattutto dal tifo di tutta Issime, e non solo, che ci seguiva in diretta sul web a 1200 chilometri di distanza. Con il primo attacco, con la sorpresa di sentire come si suona in questa dannata sala. Con Al Centenario, fuori concorso, ma eseguito come non mai, che ci ha fatto capire che quello era il nostro giorno, che eravamo al posto giusto nel momento giusto. Con Atropos, brano d’obbligo, di Kevin Houben. Con gli applausi a scena aperta per Piter e Giorgia, che proprio non ce la faceva più, e che ha intenerito noi e il pubblico più della stessa Giovanna d’Arco sul rogo. Con Juana de Arco, di Ferrer Ferran, le battute che scorrevano via una dopo l’altra, i soli che echeggiavano tra i 2000 posti dell’auditorium, e noi che non sapevamo se essere felici che stesse per finire tutto, oppure essere tristi, che stesse per finire tutto. E con quegli applausi sul fortissimo dell’ultimo accordo, brividi. E poi in piedi, via dal palco, gli sguardi che si incrociano titubanti, i sorrisi incerti, il cuore che batte ancora. Nessuno sa cosa dire. Ma siamo tutti consapevoli che la banda di Issime non ha mai suonato così bene.
A terminare gloriosamente con la premiazione. Talmente veloce che non ci ha lasciato il tempo di capire quello che stava succedendo. Siamo i primi a essere premiati: « con 304.5 punti, la Musikkapelle “La Lira” di Issime! », “noo, ultimi! Che sgarro!”, “…non è possibile!”, ma saltiamo tutti in piedi a applaudire, che sportivi! “e dove sono Giulio e Marina?”, “no, ma guarda che siamo terzi, son partiti dai terzi”, Giulio e Marina salgono sul palco, “ma va, impossibile, siamo ultimi”, ma Giulio ha un assegno in mano, “guarda che allora siamo sul podio!”, arriva Chicco, alza il braccio, “non ci credo, non voglio crederci”, « secondi classificati, la Asociacion Banda Municipal de Música “La Lira” de Toro », “sì, siamo terzi, siamo terzi, siamo terzi”.
E poi non sappiamo cosa sia successo, solo che tutti si abbracciavano. E di colpo eravamo nel foyer, ad aspettare il nostro presidente e il nostro maestro a mani alzate, pronti a saltargli addosso neanche avessero segnato un gol alla finale dei mondiali. Ed è scattata una festa, incontenuta forse, non ricordiamo: Chicco portato in trionfo sulle mani, urla, cori, lacrime, sorrisi, l’attestato che passa di mano in mano, perché tutti si rendessero davvero conto, e poi l’Inno d’Italia, e Montagnes Valdôtaines, intonati lì dentro al Palau.
E poi lasciamo che siano le emozioni, i ricordi di ognuno di noi a proseguire…
Certamen Internacional de Bandas de Musica