Quart, 16-23 maggio 2009

Con alcune lacrime di tristezza per i bei giorni trascorsi, ecco un piccolo resoconto del raduno di Quart, 37° edizione, svoltosi dal 16 al 23 maggio.
Raduno che toccava a noi, secondo l’ordine dello scorso giro, ma che abbiamo lasciato alla banda in Jeans, che proprio quest’anno festeggiava i 20 anni di attività, auguri!
La preparazione del concerto ci impegna per parecchi mesi prima dell’evento; durante il ritorno da un viaggio a Bolzano il maestro si innamora di un brano, che sarà poi il nostro pezzo forte,un “mini poema sinfonico” ambientato nei boschi della Foresta Nera, in Germania, tra monasteri abbandonati, nebbie autunnali, e danze galoppanti; accompagnato dalla solita marcetta tedesca, da una fantasia andalusa del sempre presente Ferrer Ferran, e da un brano moderno di impronta funky, dove gli ottoni e le percussioni hanno modo di sfogarsi a dovere!
 Florian Pedarning – Dem Land Tirol die Treue
Markus Gotz  – Silva Nigra
Ferrer Ferran – Lopez Odero
arr. Masamicz Amano – ABC
Ci esibiamo l’ultima sera, in compagnia della banda giovanile Jeunensemble di Quart e Nus, e alla Banda musicale di Courmayeur La Salle; esserre l’ultima banda in programma ci lascia l’occasione di sforare un po’ nella scaletta, così ci permettiamo anche un bis scoppiettante.
Il giorno dopo siamo di nuovo in pista, per la grande festa conclusiva. Appuntemento anticipato per montare le tende e sistemare l’accampamento Walser accanto al padiglione. Poi pomeriggio al Villair in allegria e musica, e ritrovo insieme alle altre 14 bande a Villefranche. Qui inizia una maestrosa sfilata, 700 musicisti, uno dopo l’altro, per le vie del paese, fino al padiglione, dove tutti insieme suoniamo Topolina, la marcia convegno.
La cena si caratterizza per fatto che sono più le calorie spese di quelle assorbite, non perché il menù non fosse adatto, ma perché tra una portata e l’altra la musica della fanfara di Issime-Pont (ma che bella idea mettere i due tavoli vicini) ci scatena! Nascono così danze improvvisate, trenini scatenati, canti e ritornelli… Memorabile “C’est a tribord qu’on chante le plus fort 400 contro 400”.
La serata termina tutto sommato in decrescendo, fino al momento di salire in macchina e tornare a casa… anzi, di attraversare il prato e buttarsi nella tenda, per alcune ore (poche, il Vescovo aspettava in piazza a Issime) di meritato riposo.
Un grazie di cuore a tutti gli amici che hanno vissuto con noi questa settimana che resta sempre nel cuore dei musici della Valle, che hanno reso questo raduno ancora più bello!
Ah, e come non rinnovare l’appuntamento alla 38° edizione che sarà… beh, a Issime! Qundi vi aspettiamo, più grintosi che mai, per un raduno indimenticabile! Noi, iniziamo ora, faremo del nostro meglio, promesso!
37° Raduno delle bande